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66° Festival del Film Locarno: La semplicità della continuità

  • Data di pubblicazione 28 settembre 2013
  • Autore Roberto Bechis
  • Categoria Attualità

Anche quest’anno Locarno non ha tradito gli amanti del Cinema di qualità.
A differenza di altri Festival cinematografici, infatti, la rassegna del Pardo (simbolo dell’evento) ha trovato la propria strada e rimane fedele alla propria identità: una serie di proiezioni equilibrate tra nuove opere e retrospettive, dando particolare risalto ai giovani Autori.
Il tutto condito da una serena e tranquilla semplicità, ottenuta grazie al largo consenso e partecipazione della cittadinanza, la gentilezza e motivazione estrema dei volontari e il basso, familiare profilo preteso e ottenuto dagli organizzatori. Un Festival, quindi, non solo per addetti ai lavori, ma soprattutto per i semplici amanti del buon Cinema.
Prendiamo ad esempio le retrospettive. Dopo l’appassionante Rassegna di due anni fa sul grande Maestro Ernst Lubitsch (dove era stata proiettata per la prima volta la versione restaurata di To be or not to be, arrivata solo quest’anno nelle sale italiane), seguita l’anno scorso dall’approfondimento su Otto Preminger, quest’anno è stata la volta di George Cukor.
Per quanto riguarda i Film in Concorso, in realtà a pochi importa chi ha vinto (quest’anno il Pardo d’oro è andato al film Historia de la meva mort dell’eccentrico regista Albert Serra). Ma a molti importa, ad esempio, la proiezione che è seguita alla nomina del vincitore: un bellissimo documentario sulle difficoltà che accadono, in un rapido giro del mondo, per fare una cosa che da noi è vissuta come un mal sopportato obbligo: andare a scuola.


  Sur le chemin de l’école del regista francese Pascal Plisson è un documentario che ci accompagna ad osservare come per gli studenti in India, in Africa o in Sud America, sia un vero e proprio atto di eroismo riuscire a frequentare le lezioni. Eroismo dovuto a grandi fatiche e sforzi, ma motivato dal voler cambiare e migliorare la propria situazione sociale, dando una speranza al proprio futuro. Il film è stato seguito dai 5.000 spettatori della Piazza Grande in centro a Locarno, all’aperto, su uno schermo di 25 metri, con le emozioni antiche e sempre vive di assaporare le medesime emozioni tutti insieme. Il vero Cinema.

 Un’altra opera che merita una menzione speciale è il coreano U Ri Sunhi inserito nel Concorso Internazionale e vincitore del Premio per la migliore regia a Hong Sang-soo. Racconta di una studentessa di una scuola di cinema che cerca di ottenere una menzione dal proprio insegnante per poter proseguire gli studi all’estero. Ma dalla trama iniziale ben presto il film ci porta ad esplorare i sentimenti dei protagonisti, con una profondità e leggerezza molto piacevoli e divertenti.


  Un bel film Italiano proiettato a Locarno è stato The Special Need del friulano Carlo Zoratti. Ambientato in Friuli, narra in modo molto diretto e naturale una delle grandi difficoltà per un ragazzo qualsiasi e ancora più complicate per un ragazzo autistico: l’educazione e l’approccio sessuale. Scopriamo così come si debba andare all’estero anche per trovare strutture organizzate per aiutare le persone con queste difficoltà, senza dover rinunciare alla propria sessualità. Un bellissimo film on the road che approfondisce anche la superficialità frequente del mondo maschile, troppo legato agli stereotipi della figura femminile.

 Infine, una citazione per il bellissimo e impegnativo film Educação sentimental del regista brasiliano Júlio Bressane: una prima mondiale che è un compendio delle Arti con bellissime e coraggiose inquadrature, con testi splendidi.
In conclusione, arrivederci Festival del Pardo e grazie per non aver mai tradito le aspettative, riservando sempre qualche piacevole sorpresa.