Locarno: un Festival dal volto umano

Roberto Bechis

Il Festival del Film di Locarno da alcuni anni si è affermato come valida alternativa e complemento dei Festival-kermesse sparsi in Europa.

In un momento che vede sempre più attenzione ai film-spettacolo, si sente ancora più il bisogno di avere spazi di approfondimento di temi monografici e di visibilità del cinema d’autore contemporaneo: l’evento di Locarno è una delle poche “Riserve Naturali” rimaste.

Se a queste osservazioni uniamo la bellezza del sito e la voluta semplicità ed efficienza nell’organizzazione, otteniamo una forte sensazione di revival di quello che dovrebbe essere il cinema: uno spettacolo da condividere con intensità e naturalezza. Forti sensazioni che vengono vissute all’apice nelle proiezioni all’aperto in Piazza Grande: nel centro di Locarno la piazza principale viene trasformata, durante il Festival, in una grande sala di proiezione all’aperto con uno schermo da 35 metri e ottomila spettatori.

Tutto questo è il Festival di Locarno, che quest’anno ha focalizzato l’attenzione, oltre che sui Concorsi (10 sezioni dedicate ai vari formati), su una retrospettiva del cinema di animazione giapponese Manga.

Oltre a tavole rotonde e proiezioni particolari sul tema, memorabile è stata la notte nella magica Piazza Grande interamente dedicata, fino all’alba, alle proiezioni delle storiche opere del Maestro Yoshiyuki Tomino. Alla presenza dell’autore, semplice, diretto e poetico come le sue opere, è stato proiettata anche l’edizione integrale e originale di Mobile Suit Gundam: cartone animato che non dimostra assolutamente i suoi ventotto anni di vita.

Al di là delle opere e dei premi assegnati, il Festival di Locarno 2009 ha confermato la validità della sua formula: riavvicinare il vero cinema al suo pubblico, con emozione e semplicità.     

 

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