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Cannes 2012: Un Festival per vecchi e per ripremiati

  • Data di pubblicazione 14 luglio 2012
  • Autore Lorenzo Reggiani
  • Categoria Attualità

È stato un Festival per vecchi, quello di Cannes 2012, edizione 65 della sua storia, dove hanno sfilato vari registi illustri in odore di senilità: dal francese Alain Resnais (il giocoliere di Marienbad, classe 1922) all’indomito inglese Ken Loach (classe 1936). Dove la rassegna stessa è apparsa incanutita, inquadrando in diverse pellicole un mondo all’inverso in cui i vecchi, buoni o cattivi, si stagliano sui giovani. E la Palma d’oro ha giustamente premiato una storia di vite canute, esistenze che pesano: Amore (Amour) dell’austriaco Michael Haneke (già vincitore tre anni prima con Il nastro bianco). Il racconto scarno e scabroso di una piaga del nostro mondo invecchiato, attraverso la storia di faticosa assistenza e dedizione ostinata in una coppia senile in declino, ha in Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant due straordinari interpreti, forti e penetranti come e più di un tempo, in una parte davvero respingente per la loro età.
Non parla di vecchi anagrafici, ma di vecchi sogni e vecchie ossessioni il film di Matteo Garrone Reality, inaspettatamente (ma non troppo) beneficiato del Gran Premio (praticamente la Palma d’argento), che mette in scena adulti ossessionati dal sogno puerile di entrare nel Grande Fratello, dove conta essere famosi senza un fondamento; una fissazione che può portare alla pazzia come per il pescivendolo protagonista, un attore bravissimo, che vive oggi in galera.

Leggi tutto l'articolo e guarda il dossier completo che "Filmese" ha dedicato a Cannes 2012.