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IL Premio e le iniziative editoriali in ricordo di Fernaldo Di Giammatteo

  • Data di pubblicazione 27 gennaio 2006
  • Autore Cristina Bragaglia
  • Categoria Archivio Storico - Attualità

Il 30 gennaio 2005 moriva a Bologna Fernaldo Di Giammatteo. Un anno dopo la casa editrice Cadmo annuncia la pubblicazione del manoscritto che ha vinto il Premio dedicato all’autore della “Storia del cinema” (Marsilio) e di “Che cos’è il cinema” (Bruno Mondadori).   
Si tratta dell’opera di un giovane studioso padovano, Tommaso Munari, che ha affrontato nel suo saggio la “politica” editoriale cinematografica della casa editrice Einaudi, tra il 1945 e il 1952. L’argomento parrebbe arido: invece l’abilità dell’autore riesce a ridare vita all’ambiente della casa editrice, ai suoi redattori (tra cui nomi celebri come Cesare Pavese e Italo Calvino) e ai vari    collaboratori, che scrivevano, consigliavano, traducevano testi di cinema. Tra le figure di secondo piano fa la sua comparsa anche Fernaldo Di Giammatteo, torinese, che per Einaudi traduceva Béla Balázs. Quasi fosse un romanzo, il testo allinea lungo le sue pagine vicende e aneddoti legati alle scelte editoriali e alla pubblicazione di libri che dovevano cambiare il panorama (allora asfittico sia per i numeri che per la qualità) della cultura cinematografica italiana.
Il libro, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (che promuove anche il Premio Imola per la critica), uscirà in una collana appositamente creata per i manoscritti premiati, che vorrebbe diventare una sorta di incubatrice per giovani studiosi dotati di acume e acribia critica, come lo era stata dagli anni Settanta la collana del Castoro, fondata e diretta dal critico torinese. La selezione della giuria (presieduta da Cristina Bragaglia, dell’Università di Bologna, e composta tra gli altri da Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino) ha messo in rilievo la chiarezza dell’esposizione e la maturità argomentativa del saggio vincitore, ma ha voluto segnalare nel contempo le prove di Alessandra Lighezzolo (autrice di un lavoro su Ingmar Bergman), Jessika Pini (sulle donne sceneggiatrici nel cinema degli anni Trenta e Quaranta) e Alessandro Mainini (sui bambini e la strada nel cinema neorealista), meritevoli anch’esse di pubblicazione.

La casa editrice Cadmo, per ricordare Fernaldo Di Giammatteo, ha pubblicato in questi giorni “L’allusione e la tecnica. Le inquietudini di un critico”, una raccolta di alcuni saggi apparsi sulla rivista “Bianco e nero”, settimo volume della collana “Il cinema e le idee” che lo stesso critico aveva ideato e curato.