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Locarno: garanzia di serenità

  • Data di pubblicazione 01 ottobre 2012
  • Autore Roberto Bechis
  • Categoria Attualità

Locarno è sempre una bella cittadina in una splendida località, ma la principale attrattiva per un appassionato di cinema è sicuramente il Festival del Cinema organizzato nel mese di agosto. La grande capacità di coinvolgimento e la qualità espressa per l’annuale Rassegna Cinematografica, con concorso annesso, sono una garanzia di successo. E di serenità per chiunque vi partecipi.
Nel corso degli anni (si è arrivati alla 65a edizione) si sono susseguiti vari Direttori, tra cui molti italiani, ma il Festival del “Pardo” o, meglio, del Leopardo, ha sempre mantenuto le proprie caratteristiche: qualità della programmazione, organizzazione efficiente e discreta, facilità d’uso in generale, grande sensibilità e attenzione al Cinema come forma d’arte.
Il tutto facilitato dalle molte sale disponibili, medie o piccole ma adeguate dal punto di vista tecnologico e più che sufficienti per ospitare l’attento e molto preparato pubblico, tipico di questa Rassegna.
Caratteristico è lo spettacolo serale, dedicato alle retrospettive e ai film in concorso, che si tiene all’aperto nella splendida Piazza Grande: centrale, capace di ospitare fino a 8.000 persone e attrezzata con uno dei più grandi schermi europei. E proprio il pubblico, multiculturale per la collocazione geografica di Locarno, crocevia di tre diverse culture europee, rappresenta la vera anima del Festival.
L’attuale Presidente, Marco Solari e il Direttore Artistico Olivier Père (alla sua terza edizione) possono vantare un’alta partecipazione: 160.000 spettatori e 4.000 accreditati in 11 giorni di proiezioni sono numeri di tutto rispetto.
Ideato per scoprire nuovi talenti e indagare le nuove tendenze, il Festival ha tuttavia dato uno spazio importante alla sezione Retrospettiva: dalle affascinanti monografie storiche (incentrate su Yasujiro Ozu, Boris Barnet, Mario Camerini, Sacha Guitry, Frank Tashlin, Allan Dwan, Orson Welles, ecc.) alle programmazioni tematiche (Une autre histoire du cinéma soviétique 1926-1968, L’Asie à Hollywood, e, nel 2009, Manga Impact) ed agli ampi tributi a cineasti contemporanei (tra cui Youssef Chahine, Abbas Kiarostami, Aki Kaurismäki, Nanni Moretti). Memorabili le ultime due edizioni, dedicate a Ernst Lubitsch e Vincente Minnelli. Quest’anno la bellissima retrospettiva, anche con alcune pellicole restaurate per l’occasione, è stata dedicata a un regista che ha segnato la Storia del Cinema: Otto Preminger.
A Locarno, quindi, una vera Festa del Cinema, con il Cinema al centro dei festeggiamenti. E con molte occasioni di confronto con gli spettatori, che affollano i frequenti incontri con i registi e (udite, udite) partecipano con entusiasmo ai dibattiti dopo ogni proiezione.
Per quanto riguarda i Premi, il Pardo d’oro 2012 è stato assegnato a La fille de nulle part di Jean-Claude Brisseau, Francia, e il Premio speciale della giuria a Somebody Up There Likes Me di Bob Byington, Usa.