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Salviamo il cinema di qualità!

  • Data di pubblicazione 30 novembre 2012
  • Autore Maurilio Leboffe
  • Categoria Attualità

È questo l’appello lanciato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani in un momento di grande travaglio della nostra economia e, di conseguenza, del cinema e della cultura in generale, in occasione di un incontro tenutosi il 16 ottobre scorso presso la Casa del Cinema di Roma con la partecipazione dei critici e dei titolari delle distribuzioni specializzate in cinema di qualità.
Nel corso degli interventi è stato riaffermato con forza che occorre che tutti gli operatori del settore si mobilitino: dai produttori, ai distributori, ai critici, agli autori, per dare “visibilità” ad una serie di titoli oggettivamente meritevoli. È necessario ripristinare un dialogo fra autori e critici cinematografici, che oggi è “a livello zero”; infatti autori e produttori si lamentano nei confronti dei critici per giudizi troppo affrettati e negativi espressi nei confronti dei film in uscita, con conseguenze fortemente penalizzanti sul piano economico. In sostanza, la critica cinematografica deve essere utile per il pubblico e per gli autori. Di fatto si sta studiando – da parte di ANICA e SNCCI – la possibilità di dar vita ad un momento di confronto fra cinema d’autore e critica, che preveda – fra l’altro – l’attribuzione di un vero e proprio “marchio di qualità” a quei film distribuiti in Italia che siano riconosciuti di particolare valore estetico e culturale. Ed il primo a fregiarsi del marchio “Film della Critica” è stato L’intervallo di Leonardo Di Costanzo. In tale contesto risulta importante che il film segnalato dal Sindacato venga comunicato con anticipo ai distributori, perché possa essere inserito nei “trailers”.
Altro problema “colossale” è quello della pirateria, che va combattuta con tutti i mezzi sia giuridici che economici creando, come si è detto, una sorta di “marchio di qualità” dei film.
In un momento di crisi del Paese e del cinema culturale in particolare, con una sempre più scarsa attenzione della politica all’attività ed alla funzione da esso svolta, con una progressiva riduzione dei finanziamenti e conseguente sospensione dell’attività e la chiusura di molte sale ed in particolare di quelle “d’essai”, è necessaria una chiamata “a raccolta” di tutte le forze economiche e culturali che operano nel Paese per superare questo difficile momento.
In questo contesto un ruolo importante può essere svolto dall’Associazionismo culturale e soprattutto da quelle realtà che operano da decenni in Italia per la diffusione del cinema d’autore. Una di queste è indubbiamente il Circolo del Cinema di Verona che svolge da 66 anni un’intensa e molto apprezzata attività per la diffusione di un cinema culturale pur tra notevoli difficoltà, ma sempre con il preciso obiettivo di promuovere fra i propri associati la conoscenza e l’apprezzamento di un cinema veramente di qualità.