Condividi

Sotto la Mole un Festival di successo

  • Data di pubblicazione 10 marzo 2012
  • Autore Magè Avanzini
  • Categoria Attualità

È sempre un piacere presenziare al Torino Film Festival. Non c’è la stressante dispersione che ti stronca a Cannes. Non ti senti in una cattedrale nel deserto come ti succede al Lido di Venezia. È vero, c’è Venezia alle spalle, ma che fatica raggiungerla, che fatica muoversi con orde di turisti sudati e di veneziani in..fastiditi!
A Torino si respira un’aria di sabauda stabilità e signorilità vivacizzata dalla presenza di tantissimi giovani (peraltro l’Università è a due passi dal Museo del Cinema e dalla sede del Festival) che frequentano i cinema e i numerosi localini orbitanti all’intorno.
Sale piene, proiezioni esaurite, file ordinate: il 29° Torino Film Festival è stato un successo in termini di risposta di pubblico, più numeroso dello scorso anno. Mah… i contenuti? Nella serata inaugurale, con un gran spolvero di stelle - da Valeria Golino a Laura Morante a Penelope Cruz -, Sergio Castellitto è salito sul palco e ha dichiarato che la Filmcommission di Torino dovrebbe insegnare alle Commissioni degli altri Festival come si lavora. C’è molta verità in queste parole, perché Torino continua a tenere fede agli scopi che ha portato avanti con Barbera, poi con Moretti ed ora con Amelio. Pur con un budget che è tra i più modesti al mondo, il festival continua il suo percorso di scoperta e di riflessione critica sul cinema contemporaneo, i suoi autori, i suoi linguaggi. Con un programma di 218 opere in totale di cui 16 in concorso, si è affermata ancora una volta la scelta di promuovere il “nuovo” senza tralasciare gli autori più innovativi del “passato”. Non a caso la retrospettiva è stata dedicata a Robert Altman, uno dei più grandi e rivoluzionari registi del cinema americano indipendente, uno dei grandi narratori dell’America del Novecento.

Come miglior film in concorso la giuria ha designato Either Way del regista islandese Gunner Sigurdsson. Si tratta del primo lungometraggio di un laconico erede di Kaurismäki, con due soli personaggi e dove protagonista assoluto è il paesaggio magnifico e disabitato dell’Islanda. Una scelta coraggiosa che non ha tenuto conto della preferenza del pubblico per 17 Ragazze, film francese delle sorelle Delphine e Muriel Coulin, vincitore comunque del premio speciale della giuria. È il delizioso racconto di un fatto realmente accaduto in un piccolo paese americano, nel cui liceo ben 17 ragazze hanno deciso di realizzare il sogno di una nuova collettività, contro un mondo adulto che non le capisce: con uno spirito di solidarietà ricco di incoscienza e contestazione, rimangono incinte nello stesso momento grazie a incontri programmati al loro utopico scopo.
Tra i numerosi altri film che ho visto e apprezzato, penso che Trilogia nel Mondo del giovane regista Massimiliano Pacifico possa interessare e piacere moltissimo a chi ama il teatro. Si tratta di un viaggio al seguito della compagnia di Toni Servillo che ha portato in tournée la “Trilogia della Villeggiatura” di Goldoni da Mosca a New York, da Parigi a Berlino e in tante altre città. È un viaggio davanti e dietro le quinte: seguiamo le prove e i momenti di pausa, scopriamo le atmosfere del lavoro di gruppo, il metodo di lavoro e le riflessioni di Servillo. Il teatro, ci dice, è un momento per stare insieme, è un mezzo per illuminare l’intelligenza e per scaldare il cuore. Noi che tante volte davanti allo schermo ci asciughiamo una lacrima, che ci riconosciamo nei personaggi, che siamo incantati dalle immagini, che ci lamentiamo della carenza delle sale cinematografiche, lo diciamo anche del cinema.