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Sundance Film Festival 2013

  • Data di pubblicazione 01 marzo 2013
  • Autore Roberto Pecci
  • Categoria Attualità

Dal 17 al 27 gennaio si è svolto a Park City, sobborgo di Salt Lake City, nello Stato Americano dello Utah, il Sundance Film Festival.
Robert Redford nel 1981 ha fondato una organizzazione no-profit dedicata al sostegno del cinema indipendente, il Sundance Institute (Sundance Kid era il nome del personaggio interpretato da Redford nel classico Butch Cassidy di G.R. Hill). Dal 1991 ha assunto anche l’organizzazione di un festival cinematografico già nato nel 1978, rinominandolo come “Sundance Film Festival”.
Negli anni questo vero e proprio manifesto del cinema indipendente è sempre più aumentato di importanza ed anche quest’anno le varie sezioni previste (U.S. Dramatic; U.S. Documentary; World Cinema Dramatic; World Cinema Documentary; Shorts; NEXT, etc.) hanno portato all’attenzione del pubblico una miriade di opere interessanti, tutte di autori indipendenti spesso alla loro prima o seconda prova cinematografica.
Tralasciando tutta la sempre più ricca sezione dei documentari, a conferma di quanto questa espressione filmica stia assumendo anche qui maggiore importanza per la libertà che lascia agli autori, diamo conto dei film premiati nelle sezioni dei lungometraggi di finzione. Il vincitore di quest’anno (Gran Premio della Giuria) per la più prestigiosa sezione U.S. Dramatic è stato il film Fruitvale del 26enne Ryan Coogler: la cronaca delle ultime ore di vita di un giovane afroamericano ucciso alle spalle da un poliziotto prima del Capodanno 2009. La storia, tratta da un fatto di cronaca, ha colpito molto il pubblico ed ora vedremo se saprà ripetere il successo del vincitore dello scorso anno: Beasts of Southern Wild, vero e proprio film di culto ormai, approdato recentemente anche in Italia.
Altri premi al coreano Jiseul di Muel O (nel 1948 centoventi abitanti di un villaggio si nascosero in una grotta per sessanta giorni per sfuggire ai soldati che avevano ricevuto l’ordine di ucciderli). Citiamo ancora Afternoon Delight, premio miglior regia di un film drammatico per Jill Soloway (Rachel trentaequalcosa non è soddisfatta della propria vita apparentemente così ben strutturata con casa, marito e figli adorabili); Spectacular Now di James Ponsoldt (ancora un film sulla insicurezza e la confusione dell’adolescenza); Upstream Color di Shane Carruth regista noto per il suo precedente Prime, film di grande richiamo anche sulla Rete; Ain’t Them Bodies Saints di David Lowery ed infine Crystal Fairy del lanciatissimo regista cileno, ma trasferito a New York, Sebastián Silva, già vincitore al Sundance 2009 (con la commedia Affetti & dispetti, vista al Circolo): film girato in pochi giorni a Santiago del Cile sulle esperienze di un ventenne in viaggio nel Cile alla ricerca del leggendario potere allucinogeno del cactus di san Pedro.