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VE 67. - Il tema del viaggio nei film in concorso

  • Data di pubblicazione 02 novembre 2010
  • Autore Silene Thiella
  • Categoria Archivio Storico - Attualità

II viaggio è il leit motiv che lega molti film in concorso alla 67. Mostra del Cinema di Venezia.

Viaggio verso qualche luogo in Somewhere di Sofia Coppola, senza sapere dove e perché nel rombo di una graffiante Ferrari nera, verso l’al di là nel bellissimo e straziante Ovsyanki (Silent souls) di Aleksei Fedorchenko, verso un luogo “d’oro” il viaggio delle tre carovane nel deserto stepposo dell’Oregon nel film Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt, viaggio per fuggire la morte e la schiavitù quello di Vincent Gallo, il talebano in fuga in Essential Killing di Jerzy Skolimowski, dall’assolato deserto dell’Afghanistan alle abetaie ceree e gelate sotto la neve di un luogo sconosciuto, un viaggio per la vita.

L’uomo è da sempre attratto dal viaggio come da un oscuro oggetto del desiderio per crescere, maturare, diventare consapevole, o tornare nel grande utero materno in cerca della immortalità e degli affetti perduti, o andare al di là, sempre al di là delle colline, dei dirupi, delle montagne, sempre cercando un posto migliore per vivere o semplicemente per sopravvivere.

Viaggio scappando da ogni dove, sempre con le valige in mano verso mete sconosciute oppure verso una meta ben precisa sulle ali della poesia, della tenerezza e dell’amore o attraverso la fatica di ogni giorno alla ricerca dell’acqua e del cibo o in mezzo alle violenze più efferate.

E sempre una donna: una bambina, Cleo, in Somewhere, a risvegliare un padre distratto, una giovane sposa morta in Ovsyanki a tenere vivo un legame di tenerezza immensa e un desiderio di immortalità, una giovane sposa in Meek’s Cutoff a fermare la mano di un assassino, a porgere una tazza di cibo, a cucire un calzare al diverso di cui nessuno si fida, una donna a dare il latte del suo seno prorompente, una donna muta e sorda a scaldare, sfamare, vestire un derelitto, a togliere l’arma dalla sua mano intorpidita dal gelo e dal dolore in Essential Killing.

Temi di grande e dolorosa attualità: lo sperdimento esistenziale, la violenza, la guerra, il razzismo.