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VENEZIA 2005 - I FILM DEL CONCORSO (E FUORI CONCORSO)

  • Data di pubblicazione 29 settembre 2005
  • Autore Roberto Bechis
  • Categoria Archivio Storico - Attualità

Per quanto riguarda i film della sezione principale, in concorso e non, si può decisamente dire che siano state selezionate opere decorose e interessanti, ma ormai tali scelte non sono più tanto ascrivibili all’organizzazione, quanto alla lotta per mantenere alto il prestigio della manifestazione del Lido nel mondo, lotta sempre più ardua.
I Leoni d’oro alla carriera sono stati assegnati al regista giapponese Miyazaki Hayao, maestro del cinema d’animazione, e alla nostra brava Stefania Sandrelli, mentre a Isabelle Huppert (interprete di Gabrielle) è stato riconosciuto un “Leone speciale per lo straordinario contributo dato al cinema”.
La Giuria del concorso Venezia 62 è stata presieduta dallo scenografo, premio Oscar, Dante Ferretti: nelle loro scelte i giurati non hanno destato particolari sorprese. L’ equa assegnazione non era facile, anche perché c’era da rispettare la recente regola di non assegnare più di un premio allo stesso film, ma possiamo dire che l’operazione è riuscita senza suscitare le polemiche a cui eravamo abituati negli ultimi anni: tutti premi ben dati e meritati.
Il Leone d’oro è stato vinto da Brokeback Mountain del regista di origine taiwanese Ang Lee: ambientato nel Wyoming, affronta il classico tema dei mandriani narrando la storia di due cowboy gay, le difficoltà, la rudezza e il romanticismo. Una bellissima, ventennale storia d’amore.
Il Leone d’argento come miglior regista è andato al francese Philippe Garrel con Les Amants réguliers, un film sulla Parigi della fine anni ’60 pieno di nostalgia. Alla conferenza stampa si sono presentati il padre, regista della scuola Nouvelle Vague, il nonno e il figlio, attori nel film: una situazione particolare per riprendere il discorso sul ’68, con fotografia in bianco e nero.
I premi come migliori attori sono stati vinti da Giovanna Mezzogiorno per La Bestia nel cuore di Cristina Comencini e da David Strathairn per Goodnight, and Good Luck di George Clooney, opera sull’indispensabilità di una informazione corretta e chiara. Il premio all’attrice italiana merita una sottolineatura non solo per l’intensa e partecipata interpretazione, ma anche per la particolarità del premio dato a un film italiano: finalmente un’opera nostrana ben recitata, ben strutturata e, soprattutto, con importanti richiami ai drammi “normali” e reali della nostra vita. Chissà che, proseguendo su questa strada e avendo il coraggio di affrontare anche temi oltre l’arco famigliare, prima o poi non succeda che il Leone d’oro venga di nuovo vinto da un italiano: ormai è dal 1998 che ciò non succede più.
Tra i film fuori concorso, a parte i grandi richiami pubblicitari per Cinderella Man di Ron Howard con Russel Crowe e Casanova di Lasse Hallström, le opere principali sono state Jesus Children of America di Spike Lee e Blue Gypsy dell’eclettico Emir Kusturica.
Sempre tra i fuori concorso, molto riuscita è anche l’ultima realizzazione di Steven Soderbergh, Bubble, ambientato in una cittadina americana del nord-ovest. Il regista di film indimenticabili come Sesso, bugie e videotape, Out of Sight, Erin Brockovich, Traffic e Ocean’s Eleven ha firmato un’opera fuori dall’ordinario, una via di mezzo tra documentario e dramma, con forti richiami al cinema di denuncia sociale. Un film molto semplice e molto bello, che per molti aspetti ricorda lo stile filmico di Ken Loach. Nel corso di una interessantissima conferenza stampa, il regista ha chiarito di essersi avvalso di attori non professionisti, i quali recitavano semplicemente se stessi, e di aver voluto evidenziare il vero stile di vita nella provincia industriale americana, fatta di secondi lavori per poter sopravvivere, di solitudine e di carenza di momenti di socializzazione.
Infine, menzione speciale per il documentario a Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti, molto schietta e diretta sulle difficoltà della libertà di stampa in Italia. La proiezione ha riscosso successo di critica e una vera ovazione da parte del pubblico.