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Comunicato stampa del 10 settembre 2016

  • Data di pubblicazione 10 settembre 2016

 "LOS NADIE":  ALTRO CHE "NESSUNO", GLI ADOLESCENTI ANARCO-PUNK DI MEDELLIN

CONQUISTANO LA 31. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

Al film del 27enne Juan Sebastián Mesa

il Premio del Pubblico - Circolo del Cinema di Verona

 

A diciassette anni dalla vittoria di Mondo Grùa, il film che rivelò il talento dell'argentino Pablo Trapero, l'America Latina torna a trionfare alla Settimana Internazionale della Critica grazie al colombiano Los Nadie, vincitore del Premio del Pubblico - Circolo del Cinema di Verona di questa 31. edizione.



                                                                                                                                                                                                                          

Diretto dal giovane Juan Sebastián Mesa (27 anni), Los Nadie racconta la storia di cinque amici che, nel pieno di una tarda adolescenza fatta di irrequietezza intensa, stupore, tenerezza inespressa e rabbia manifesta, sopravvivono ai margini di Medellín: una città che al tempo stesso li attrae e li esclude, li attira con le sue promesse ma li respinge con ostilità. Musica, street art e amicizia sono le loro armi di resistenza, nella speranza di un rito di passaggio che li sappia trasformare in qualcosa di diverso.

      

«Un film - spiega Mesa - che parla di una generazione di sognatori disincantati che sentono la necessità di abbracciare l’ignoto ed esplorare il mondo da soli, per scappare dai problemi e dalla violenza in cui sono immersi quotidianamente». Ma che offre anche il ritratto di «un movimento, quello anarco-punk, tra i più enigmatici e radicali del nostro tempo».



Girato in soli sette giorni (ma immaginato per otto mesi), e realizzato con appena duemila dollari, Los Nadie (letteralmente "i nessuno") è - come spiega nel catalogo della SIC Beatrice Fiorentino, membro del Comitato di selezione - «esprit de jeunesse allo stato puro, vivo e scalciante: a Mesa, che debutta nel lungometraggio sviluppando storie e personaggi di un suo precedente corto, bastano una canzone, una lacrima e un gesto per evocare la dolcezza che convive con la rabbia e il disorientamento di un’intera generazione».

 

   Nella foto, Mesa regge la targa del premio intitolato al Circolo del Cinema.