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"Corpo celeste" di Alice Rohrwacher in contemporanea al New York Film Festival e al Circolo del Cinema

  • Data di pubblicazione 03 ottobre 2011

Per volare negli Stati Uniti dove promuovere Corpo celeste, la sua opera prima, la giovane e promettente regista Alice Rohrwacher non aveva certo bisogno di vincere la candidatura italiana per la corsa all’Oscar 2012 - sfida che comunque l’ha vista arrivare seconda, dopo un inatteso testa a testa con Terraferma di Crialese, superando nelle preferenze della commissione selezionatrice sei altre importanti pellicole in gara. Alice Rohrwacher, infatti, è già negli Usa, per presentare il suo film in questi primi giorni di ottobre, in felice contemporanea con il Circolo del Cinema, alla 49a edizione del New York Film Festival del Lincoln Center, uno dei festival internazionali più prestigiosi e selettivi, che sta dedicando una particolare attenzione alle nuove generazioni di autori italiani più originali e innovativi. Un successo davvero sorprendente per la Rohrwacher, dopo gli applausi alla Quinzaine di Cannes; dopo i molti premi di un’estate ricca di festival e rassegne, sui quali brilla il Nastro d’Argento per la miglior regista esordiente; dopo l’accoglienza calorosa al 29° Annecy Cinéma Italien, l’unica manifestazione in Europa interamente dedicata al meglio del cinema italiano, che il 1° ottobre le ha assegnato il Premio della Confederazione Internazionale dei Cinema d’Arte e d’Essai, e in attesa di vederla al prossimo London Film Festival, nella sezione “Cinema Europa”.
È dunque Corpo celeste il film che il Circolo del Cinema ha scelto per aprire giovedì 6 ottobre la sua 65° stagione, una pellicola coraggiosa che racconta, con delicatezza e profondità di visione, la storia della tredicenne Marta catapultata da alcune vicissitudini familiari in un paese del sud Italia dopo dieci anni vissuti in Svizzera. Marta, che vive le fragilità e le contraddizioni dell’adolescenza, tenta di inserirsi nel nuovo ambiente, ma l’incontro e la disincantata osservazione di riti sociali arcaici mescolati al moderno consumismo la spingono a ribellarsi. Alice Rohrwacher con suo rammarico non potrà essere a Verona, dove sarebbe venuta «volentierissimo», ma invierà ai soci un messaggio di saluto.

(Nella foto, la piccola e straordinaria protagonista Yle Vianello)