Californie

«Californie» è un errore di stampa. È evidente: il nome del negozio di parrucchiera dove lavora la giovane Jamila sarebbe dovuto essere quello dello stato americano del sudovest, con la “a” finale, non con la “e”. Ma siamo davanti a un refuso e dopo refusi di questo genere le soluzioni non sono molte: ormai il danno è fatto e bisogna accettarlo così com’è, magari provando a fare di questa particolarità un punto di forza. «È dalle crepe che entra la luce» ripete, appunto, la giovane protagonista del film. Ed è una storia piena di “crepe” quella di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, «una storia sbagliata» per dirla alla De André, ma che lascia intravedere – nelle sbavature di una vita imperfetta – segni di speranza, umanità e, in definitiva, di luce.
Jamila è una ragazzina italo-marocchina (o, meglio, napoletano-marocchina) che divide la sua vita tra la scuola, il pugilato e il sogno di diventare parrucchiera. I registi hanno seguito la sua evoluzione nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza, filmando le ambizioni e i mutamenti della giovane dagli undici anni fino ai quattordici. Khadija Jaafari, ottima nel ruolo della protagonista, è nelle prime battute divisa tra Italia e Marocco, tra patatine e cous cous, tra la spensieratezza dei bimbi e le curiosità adolescenziali. Solo un anno dopo troviamo una Jamila completamente diversa: culla nella mente il sogno di tornare a vivere in Maghreb e diventa scontrosa con gli amici e maleducata con i professori, entrando pienamente e senza bussare nell’età della ribellione. Il lungometraggio tocca il tema dell’istruzione, non proprio un punto forte della cultura italiana: Jamila parla solo in dialetto, da bambina eccelle in francese (ha vissuto nel paese natale fino a 6 anni), ma nonostante ciò viene corretta dall’insegnante per la pronuncia. Nella seconda ripresa in classe, la frustrazione della ragazzina è talmente forte che lo scontro si fa insanabile e la scuola diventa sempre meno il suo habitat naturale. Molto azzeccato anche il tema del “sogno marocchino” di Jamila che, come in ogni sogno di fuga che si rispetti, è desiderio di raggiungere un posto dove si crede che la vita sarà migliore, ma di cui, fondamentalmente, non si sa nulla. La California (con la «a») evocata già dal titolo del film , richiama l’American Dream e il celebre brano dei The Mamas & the Papas, inno beat anni Sessanta, da noi ripreso con successo da Mogol e i Dik Dik («ti sogno California / e un giorno io verrò»). Il collaudato duo Cassigoli-Kauffman – dopo il documentario Butterfly sulla pugile Irma Testa) ha il merito di presentare un’opera che ondeggia con garbo tra neorealismo sognante e un’altalena di illusioni e disillusioni che, diciamolo, fanno parte della vita di Jamila, ma anche di quella di ognuno di noi. E in tutte le imperfezioni di questa vita, le cosiddette “crepe” riescono a mostrare la luce che illumina una ragazzina di Torre Annunziata, ma, in fin dei conti, ci mostra i lati positivi (o più umani) della nostra stessa esperienza vissuta.
Premiata alle Giornate degli Autori nel 2021, quest’opera fa parte di un filone di nuovo cinema italiano che negli ultimi due anni prova a riscrivere la settima arte nostrana. Sempre del 2021 sono Piccolo corpo, A Chiara e Re Granchio, visti al Circolo nella scorsa stagione. Piccoli capolavori, raramente passati in sala. Come a dire: ci lamentiamo della crisi del cinema e dei cinema, ma non valorizziamo i nostri gioielli. Forse, anche in questo caso, sarebbe il caso di aprire una piccola “crepa” e fare entrare un pochino di luce.
Luca Romeo

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

15 dicembre 2022

Regia

Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Durata

1h21min

Origine

Italia, 2021