ALI & AVA

Ambientata nella città industriale di Bradford nel West Yorkshire, Clio Barnard racconta la storia d’amicizia e amore di Ali & Ava, una storia immaginaria ma basata su due persone che la regista incontrò realmente anni prima. Durante la realizzazione di due dei suoi film, The Arbor e The Selfish Giant, Barnard conobbe Rio, madre e maestra di sostegno in una scuola di Bradford, e successivamente Moey Hassan, DJ e locatore nella stessa città, i quali rimasero impressi nella sua mente. Infatti, pur avendo lavorato ad altri progetti dopo questi due film, Barnard continuò a immaginare ed elaborare una storia che li vedesse protagonisti.
Ava – interpretata da Claire Rushbrook – ha quattro figli, cinque nipoti ed è maestra di sostegno in una scuola elementare, dove si prende cura di Sofia. Ali – interpretato da Adeel Akhtar – è un ex DJ che gestisce degli appartamenti nel suo quartiere e aiuta volentieri i suoi affittuari con qualsiasi cosa. Ali non ha figli ed è separato in casa, ma esattamente come Ava si prende cura degli altri senza avere qualcuno che si prenda veramente cura di lui. Dopo un primo incontro alquanto bizzarro e vivace, Ali e Ava iniziano a frequentarsi, scoprendo presto di non avere praticamente niente in comune, ma allo stesso tempo giovando da subito della reciproca compagnia.
Pur avendo gusti musicali diametralmente opposti, l’amore per la musica li unisce, ed è proprio nella loro diversità che nasce un’intesa. Il folk calmo consola, guarisce e rinvigorisce Ava, e lo stesso accade per Ali con la musica elettronica e rap, e così le distanze tra i due mondi dei protagonisti si accorciano. Le origini non specificate di Ali e quelle irlandesi di Ava si intrecciano, arrivando quasi ad annullarsi. Lo scrittore Kamal Kaan, consulente alla sceneggiatura, osserva che «per me che sono cresciuto a Bradford, provenendo da un ambiente di classe operaia, il divario razziale e di classe non era problematico. Il potere di Ali & Ava sta nel portare alla luce storie marginali e nel riesaminarle in modo che i conflitti tra i personaggi e il dramma fittizio nascano dalle situazioni umane piuttosto che da quelle culturali, conferendo alla storia la sua universalità».
È proprio la familiarità che la regista ha sviluppato nei confronti della città di Bradford, dei suoi quartieri e dei suoi abitanti, che ha permesso lo sviluppo della narrazione sentimentale sincera del film. Barnard decide di esplorare gli ostacoli emotivi e le convenzioni sociali, piuttosto che culturali, che possono subentrare nell’intimità di una coppia, mostrando come l’amore a volte diventi ingiustamente oggetto di interesse e preoccupazione di molte persone. Quello che rende la storia di Ali e Ava universale è il loro desiderio di aiutarsi e comprendersi in ogni situazione, derivato dalla consapevolezza delle infinite sfumature che caratterizzano l’essere umano e la vita, che sono spesso più complesse delle sole diversità culturali.
Tuttavia, le divergenze culturali trovano il loro posto all’interno della narrazione: Ava vive a Holmewood, quartiere di cui Ali ha sentito dire che lancino pietre contro le macchine di quelli come lui, ma decide comunque di accompagnare a casa la donna. Giunti lì, dei bambini iniziano davvero a tirare dei sassi, così Ava scende subito urlando e rimproverandoli. È però presto seguita da Ali, che invece accende la musica al massimo e incita i ragazzi a cantare e divertirsi. Al ritmo dei rapper di Bradford Lunar C e MC Innes, che hanno creato una canzone rap per il film e in onore del loro quartiere Holmewood, Ali costruisce ponti.
Greta Calaciura

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

19 maggio 2022

Regia

Clio Barnard

Durata

1h35min

Origine

Gran Bretagna, 2021