Hokage - Ombra di fuoco

E se la guerra, in realtà, non finisse con la firma della pace? Se essa, invece, continuasse per anni nelle vite dei sopravvissuti? Queste due domande rappresentano la premessa di Hokage. Nell’ultima opera di Tsukamoto, una donna costretta alla prostituzione dopo la perdita in guerra del marito, un bambino rimasto orfano e costretto a piccoli furti per sopravvivere e due soldati feriti – fisicamente e psicologicamente – cercano di dare una nuova forma alla propria vita in un Giappone distrutto dalle vicende belliche. In diversi momenti del film il ritorno a uno stato di normalità, di un quotidiano familiare, sembra vicino, ma la guerra – con i suoi effetti a medio-lungo termine – continua a rientrare sotto diverse forme: la malattia venerea della protagonista, il disturbo da stress post-traumatico dei soldati e la sete di vendetta di alcuni di essi. I proiettili e le bombe non esplodono più, ma il conflitto continua. In Hokage gli eventi della guerra normalmente intesa appaiono solamente in un flashback collocato in un momento topico: la scoperta della malattia da parte della protagonista. Questa scelta – come detto da Tsukamoto in un intervista da me realizzata e pubblicata su Filmese di ottobre 2023 – non è casuale e vuole sottolineare come la causa dietro alla malattia non sia la prostituzione, bensì la guerra che ha costretto contro la sua volontà la donna a questa professione per poter sopravvivere. Come lo stesso regista sottolinea, i danni lasciati dalle bombe nelle città e le conseguenze psicologiche e sociali sulla popolazione sono due facce dello stesso evento.
Hokage – dopo Fires on the Plain (2014) e Zan (2018) – è il terzo film consecutivo di Tsukamoto incentrato sugli effetti della guerra: questa tematica è stata messa al centro della sua filmografia per la necessità evidenziata dal regista di mantenere viva la memoria in un periodo in cui il Giappone sta vivendo un progressivo riarmo e un incremento delle politiche belliche. Per mostrare l’impatto distruttivo della guerra sulla mente delle persone coinvolte, Tsukamoto ha utilizzato in Hokage testimonianze dirette di reduci della Seconda guerra mondiale da lui raccolte durante la realizzazione di Fires on the Plain, operazione in grado di dare un forte senso di realismo all’opera. Hokage si distingue, però, dai due precedenti pellicole per il tono maggiormente ottimistico: come confermato dal regista, il film racchiude in sé una speranza per il futuro incarnata nel personaggio del bambino. La narrazione di Hokage, dopo un iniziale focus sulla donna, è incentrata sul bambino, vero protagonista del film: nonostante la consapevolezza degli orrori della guerra, egli, vista la tenera età, è proiettato verso il futuro con uno sguardo ottimistico. In lui è presente il possibile seme della rinascita: egli è l’immagine di una generazione che – rimanendo in sincronia con il tempo della narrazione – ha dato vita alla rinascita del Giappone post-bellico ed è – leggendo il parallelismo con l’attualità – il simbolo della speranza che Tsukamoto nutre nelle nuove generazioni e nella possibilità che esse possano dare al suo paese un futuro migliore rispetto agli ultimi difficili decenni. Come detto più volte dal regista durante la presentazione del film a Venezia: Hokage è una preghiera.

Riccardo Chiaramondia

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

30 gennaio 2025

Regia

Shinya Tsukamoto

Durata

96 min

Origine

Giappone, 2023