Quanno chiove

Il profilo del collettivo produttivo Threeab, nato a Roma nel 2015, fondato da undici studenti della RUFA (Rome University of Fine Arts), recita tre parole: giovani, sinceri e sovversivi. Mino Capuano, regista e sceneggiatore, è parte di questo collettivo e con esso ha realizzato il suo primo lungometraggio, Quanno Chiove. Dopo aver consegnato una lettera al Cinema Sacher indirizzata a Nanni Moretti, Quanno Chiove – tutt’ora senza distribuzione – è stato incluso nella rassegna Bimbi Belli, dedicata ai migliori esordi italiani nel cinema, a selezione già chiusa. Diviso in tre capitoli intitolati «A’mbriana», «Appocundria» e «Alleria», ispirati e accompagnati dalla musica di Pino Daniele, il film di Capuano approfondisce tematiche universali partendo dai ritratti intimi dei suoi protagonisti. Quanno Chiove è un’opera prima delicata e stratificata, la cui profondità stupisce ancora di più per la giovane età del regista, il quale sembra aver già vissuto tutte le fasi della vita che racconta nel suo film. In «A’mbriana» il giovane Cris si prepara a lasciare la casa marittima in Campania dove ha vis- suto tutta la vita con il padre Ercole, per trasferirsi a Milano dalla madre, che gli ha trovato un lavoro. Il mare, le nuvole e la pioggia accompagnano il racconto di Ercole e Cris, che si sviluppa nel silenzio e nell’incomprensione, ma dal quale emerge anche una malinconia per quello che è stato, e un timore per quello che sarà. Il secondo capitolo, «Appocundria», racconta la storia di tre fratelli – Diego, Desio e Mimmo – che si ritrovano nella casa di campagna dove sono cresciuti, ora in vendita, per incontrare un possibile acquirente. Nell’attesa dell’acquirente in ritardo, riaffiorano i ricordi d’infanzia e si sviscera il loro rapporto presente. Sotto la pioggia ritrovano l’affetto semplice e puro perduto negli anni e, con la camicia bagnata, dimenticano di essere diventati persone molto diverse. La particolarità della narrazione di Capuano sta nell’inclusione di girato in VHS in ogni capitolo del suo racconto, tramite il quale, pur non venendo noi a conoscere esattamente il vissuto o il presente dei personaggi, si forma un legame affettivo con il loro passato che ci permette di provare la profonda malinconia, l’appocundria appunto, raccontata anche da Pino Daniele. La delicatezza con la quale queste immagini sono accostate ai racconti li rende reali e universali. L’ultimo episodio, «Alleria», racconta l’incontro di due vecchi fidanzati dopo trent’anni di separazione e di cambiamenti. Nel passeggiare per il loro paese d’origine, ricordano il loro vissuto e con esso riaffiorano i sentimenti della loro gioventù. L’apice del loro viaggio nel passato è accompagnato dalla pioggia, che li trattiene nel presente. I tre racconti, tramite punti di vista e fasi della vita differenti, esplorano la tematica del ricordo di tempi più semplici e della malinconia per un passato in cui, a pensarci bene, non serviva molto per essere felici. I fumetti di Topolino, i videogiochi d’infanzia, il calcetto, le risate e le canzoni cantate durante un pranzo domenicale. Quanno Chiove è un ritratto minimalista di vite umane, un invito a vivere serenamente e a godere delle piccole cose. Il regista stesso, facendo riferimento alle sue influenze, cita il cinema gentile di maestri del cinema orientale come Yasujirō Ozu, Hirokazu Kore’eda e Mikio Naruse. Le luci soffuse dei ricordi ad- dolciscono i momenti tesi del presente ed è vero che il passato è passato, ma si può sempre sperare di poter vivere il futuro diversamente, grazie al ricordo di quella leggerezza giovanile. 

Greta Calaciura 

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

20 ottobre 2022

Regia

Mino Capuano

Durata

1h47min