Rocks

Il primo giorno di scuola, al rientro dalle vacanze estive, le studentesse di una scuola femminile di Hackney, Londra, salgono disordinatamente le scale chiacchierando, mentre un professore le saluta e ispeziona. I gioielli non si possono indossare a scuola, così come le scarpe da ginnastica nere e gli occhiali da sole. Le ragazze, a turno, alzano gli occhi, rispondo, sbuffano davanti all’insensatezza delle regole, e queste espressioni buffe, tipicamente adolescenziali, ci trasportano subito nel loro mondo. Rocks, Sumaya, Agnes, Khadijah, Yawa e Sabina sono un gruppo di amiche vere, sia per il forte legame che le unisce, ma soprattutto per la veridicità con la quale sono state scritte dalle sceneggiatrici Theresa Ikoko e Claire Wilson e raccontate dalla regista Sarah Gavron. Guardarle interagire con tanta naturalezza diverte e scalda il cuore, trasportandoci in un tempo passato, con cui tutti si possono identificare in qualche modo. Rocks nasce da una produzione collaborativa, in cui laboratori in varie scuole e hub di giovani hanno portato a una costruzione realistica e profonda dei personaggi. Gavron mette infatti in scena un racconto estremamente contemporaneo sui giovani, comunicando con genuinità la storia di Rocks e delle sue amiche. La ragazza vive con la madre e il fratellino Emmanuel, ma, al ritorno dal primo giorno di scuola, trova una busta con un po’ di contanti e un biglietto in cui la madre dice che ha bisogno di pensare, ma tornerà. Delusa, ma non sorpresa, sa già come comportarsi in questa situazione: dopo aver visitato il suo luogo di lavoro, dove scopre che la madre è stata licenziata, e aver provato a chiamarla insistentemente, la nonna al telefono le dice che non tutte le donne sono nate per essere madri. Rocks e Emmanuel sono quindi indefinitamente abbandonati a loro stessi, ma, nella speranza che non sia per molto, vivono un giorno alla volta. Purtroppo però i contanti non sono abbastanza e, quando la situazione dei fratelli inizia a destare sospetti, la ragazza intraprende una vera e propria fuga dalle autorità. Convinta della sua scelta, Rocks è costretta a crescere in fretta, occupandosi di Emmanuel come fosse un figlio, ma la fuga non può durare per sempre, e due ragazzini non possono vivere da soli senza soldi né una casa. Rocks è un racconto intimo di una situazione difficile, bilanciato dalla tenerezza dei suoi rapporti umani, come l’amicizia tra Rocks e Sumaya, sviluppata con particolare profondità. La ragazza, abbandonata dalla madre e senza un padre, chiede all’amica di passare la notte da lei con il fratellino. Sumaya proviene da una famiglia numerosa, e la sua casa, agghindata in maniera tradizionale somala, è calda e accogliente agli occhi di Rocks. Nella difficoltà, questa però non sa come farsi aiutare, e sente di non poter essere compresa dall’amica, che ai suoi occhi ha tutto ciò che si possa desiderare. Gavron racconta accuratamente tutte quelle ragazze che raramente si sentono davvero rappresentate, mostrandoci un gruppo di amiche che provengo da paesi e ambienti diversi, ma il cui rapporto è arricchito proprio da ciò che le rende uniche e diverse. La direttrice della fotografia Hélène Louvart, che ha lavorato con Agnès Varda e Alice Rohrwacher tra i tanti, segue la protagonista con attenzione, e nella sua stanza trova un’immagine emblematica: una foto di sorella e fratello è appesa sulla parete, accanto a uno sticker che recita «le vere regine si sistemano la corona a vicenda». 

Greta Calaciura

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

18 maggio 2023

Regia

Sarah Gavron

Durata

93 min

Origine

Iran, 2022