Sulla infinitezza

Prima della film sarà proiettato il cortometraggio Il fardello, di Niki Lindroth von Bahr

A cinque anni dal Leone d’oro ottenuto con Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, Roy Andersson torna al Lido presentando un ideale seguito. Ancora una volta attraverso i suoi tipici tableaux vivants tenta di rappresentare scorci di vita, irrelati tra loro, in grado di mostrare ogni sfumatura dell’esistenza umana. Pur essendo la solitudine, la crudeltà e la violenza a domi- nare nel film, non manca il controcanto della tenerezza e della spensieratezza. Ciò che però accomuna tutte le micro-narrazioni è l’incomunicabilità: i personaggi, anche quando prossimi a un contatto, non riescono mai a condividere un’emozione, manca sempre la necessaria empatia. L’intento è, come esplicato nel titolo, quello di rappresentare l’atemporalità e l’universalità di questa condizione. Per renderlo possibile Andersson, oltre a giustapporre quadri di diverse epoche, sceglie di introdurre il tema dell’onirico e di sfruttare una voce fuori campo narrante un sogno profetico nella forma del «Ho visto…». Con la prima scena, l’unica a sfuggire dalla logica della camera fissa, il regista svedese ci immette immediatamente nell’atmosfera del sogno: due amanti volano stretti in un dolce abbraccio sopra un cielo plumbeo. È in questa condizione che la disperazione di Hitler rintanato nel bunker può convivere con una scena di violenza in un mercato e dei soldati sconfitti in marcia verso un campo di prigionia con due ragazzi che studiano il primo principio della termodinamica. A fare da collante è la storia di un prete in crisi che in un sogno nel sogno si vede portare la croce verso un Golgota urbano: il suo sentirsi perso tanto da chiedere a Dio perché l’ha abbandonato è simbolo del senso di solitudine che per- mea tutto il film. La recitazione è sempre abbozzata, fatta di gesti minimi, sempre in ritardo, in contrasto con delle corporeità invadenti, quasi sovradimensionate rispetto agli spazi, ed è funzionale all’amplificazione delle sensazioni trasmesse dal film. La durata ridotta del film, soli 76 minuti, consente di condensare in maniera efficace i contenuti mantenendo alto il grado di coinvolgimento del pubblico che ha deciso di accettare il patto narrativo di Andersson.

Riccardo Chiaramondia 

Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

18 novembre 2021

Regia

Roy Andersson

Durata

1h16min

Origine

Svezia, Germania, Norvegia, 2019