Trilogia Schrader

L’evento speciale dedicato al regista Paul Schrader, consiste nella proiezione integrale della sua trilogia composta da First Reformed [ore 16.30], Il collezionista di carte [ore 19] e Il maestro giardiniere [ore 21.30]. Le Socie e i Soci potranno scegliere liberamente di partecipare a una sola proiezione, a due, oppure a tutte e tre: al termine di ognuno dei film si uscirà dalla sala e, chi vorrà proseguire nelle visioni, potrà rientrare presentando nuovamente la tessera all’incaricato del Circolo.

 

Le sponde anglofone della critica cinematografica sono solite riferirsi alla triade composta dagli ultimi tre lungometraggi di Paul Schrader come alla man in the room trilogy: tre film per tre protagonisti molto diversi tra loro, accomunati dalla pratica della redazione di un diario. Nella solitudine di una stanza si raccontano con carta e penna e riversano passato e presente in un intreccio di lettere attraversato dalla sofferenza, costituendo la voce narrante che conduce lo svolgersi degli eventi. 

First Reformed (2017), Il collezionista di carte (2021) e Il maestro giardiniere (2022) sono le ultime fioriture di una coerente filmografia, in cui Schrader realizza una rigorosa potatura delle sue ossessioni formali, concentrandosi sulla rappresentazione del confinamento come pratica di redenzione e rinascita. Riflettendo sugli aspetti visivi delle sue ultime opere, l’isolamento e la solitudine che caratterizzano l’esistenza del pastore Toller, del giocatore d’azzardo William Tell e dell’orticoltore Narvel non si limitano solo alle quattro mura della stanza in cui si chiudono a scrivere, ma si espandono in un complesso labirinto di barriere visive e spirituali, che avvicinano il cinema di Schrader all’idea di trascendenza che lo stesso regista ben descrive nel suo saggio di dottorato, Il trascendente nel cinema. Ozu, Bresson, Dreyer

Architetture, giardini e perfino oggetti nell’ultimo Schrader trascendono la loro immanenza quotidiana e raccontano con precisione la vita di chi li percorre. Considerando gli spazi principali in cui i personaggi si muovono – la chiesa, il casinò, il giardino, tutti spazi chiusi e ben delineati da soglie fisiche, visive e spirituali – possiamo notare come Schrader progetti di far parlare i luoghi prima ancora dei personaggi, e in maniera più efficace di quanto non facciano i loro diari.

I profili netti e taglienti della chiesa della prima riforma, dove vive e lavora il pastore Toller, costituiscono un tessuto architettonico fatto di linee rette che si intersecano e incorniciano il protagonista, ingabbiandolo prima ancora che lo spettatore possa conoscere le sue parole e condividere l’angoscia per la perdita del figlio e per il suo complesso rapporto con Mary e Michael. In Il collezionista di carte, gli interni dei casinò in cui si muove William Tell sono luoghi pensati per dimenticarsi del mondo esterno, hanno luci soffuse e un ricco sottofondo sonoro, ma è bene ricordare che il film inizia in un penitenziario e proprio dalle parole del protagonista emerge la necessità di un confinamento, fatto di un tempo sempre uguale e una routine da seguire, per metabolizzare le sue azioni come torturatore dei servizi segreti. Il giardino infine, è per Narvel Roth il luogo della cura di piante, fiori e siepi, un hortus conclusus in cui la crescita e il controllo del mondo vegetale non seguono solo i precisi dettami dell’orticoltura per un giardino all’inglese ma diventano una pratica per superare la violenza del proprio passato. Anche in questo caso è necessario isolarsi, imporsi nuovi limiti spaziali e botanici per separarsi da un mondo in cui violenza e memoria sono strette in un legame indissolubile.

L’espiazione e la cura tuttavia non passano solo dai luoghi ma anche dai corpi – l’ombra di Travis Bickle è sempre presente – e non sorprende che anche nella sua ultima trilogia Schrader utilizzi la metafora narrativa dei flagellanti: proprio come nelle processioni in cui il corpo dei partecipanti viene umiliato da una pratica corporale estrema, anche nel suo cinema i protagonisti attraversano un percorso di redenzione che deve abbracciare una disciplina spesso crudele e mortificante ma allo stesso tempo trasformativa. Un filo sottile e tagliente collega il pastore Toller, avvolto e ferito dal filo spinato, al corpo dormiente di William Tell e al torace ricoperto di tatuaggi di Narvel Roth, trasportandoli oltre i confini del loro isolamento, a un destino diverso che trascende la loro e la nostra immaginazione.

Francesco Lughezzani

 

ORE 16.30 – First Reformed (USA, 2017 – 1h 48’)

Ex cappellano militare, Toller è devastato dalla perdita del figlio, che lui stesso aveva incoraggiato ad arruolarsi. Travagliato da un forte dissidio spirituale, la sua fede viene ulteriormente messa alla prova quando la giovane Mary e il marito Michael, ambientalista radicale, si rivolgono a lui per aiuto.

ORE 19 – Il collezionista di carte (USA, Svezia, 2021 – 1h 52’)

William Tell, un ex militare che vive come giocatore d’azzardo professionista, attira l’interesse di una misteriosa finanziatrice. La vita ordinaria di Tell viene però sconvolta dall’incontro con Kirk, un giovane in cerca di vendetta contro un nemico comune.

ORE 21.30 – Il maestro giardiniere (USA, Australia, 2022 – 1h 47’)

Narvel Roth è un esperto orticolturista, sovrintendente ai giardini di una tenuta sudista appartenente alla ricca vedova Norma Haverhill. Quando questa gli affida la giovane nipote Maya, arrivata alla tenuta per sfuggire a una storia di droga, rischia di far riemergere il passato che Narvel ha cercato di lasciarsi alle spalle.



Cinema Kappadue

16.30 - 19.00 - 21.30

Proiezione

8 febbraio 2024

Regia

Paul Schrader

Durata

118' - 122' - 117'

Origine

USA, 2017 - USA, Svezia, 2021 - USA, Australia, 2022